giovedì

Carpe diem, cogli l'attimo. Capitolo ventuno.




Capitolo ventuno, Andrea.

Il vento si sbatte violento contro il parabrezza dell’auto, particolarmente freddo rispetto al clima di questi giorni di fine estate.
Fatto sta che ho la pelle d’oca e non so se è dovuto a questo o ai chilometri che si accorciano mentre mi avvicino a mia madre.
Il fatto è che ho quasi paura della reazione che avrò una volta arrivato là, davanti alla sua tomba, mi chiedo se mi sentirò meglio o se scoppierò a piangere come un bambino, mi chiedo cosa ne penserà mia madre di me, che son tornato da lei solo dopo tutti questi anni, per di più solo dopo essere stato incoraggiato da Giulia.
Eppure non so cosa farei senza di lei qui, sdraiata sul sedile a fianco con addosso il mio cardigan, con i piedi sul portaoggetti e la testa sulla mia spalla; senza di lei che di tanto in tanto mi guarda negli occhi e mi sussurra “Tutto bene?”, infondendomi coraggio.
Lei è il centro di rotazione della mia vita, abbatte qualsiasi legge fisica riguardante la teoria eliocentrica o l’attrazione gravitazionale, manda a fanculo qualsiasi logica umana.
È imprevedibile, mi chiedo se pensi davvero ciò che mi ha detto stamattina, mentre ancora dormivo.
La foto sta là sul portaoggetti, ha insistito in tutti i modi per andarla a stampare prima di andare al cimitero, anche se sinceramente un po’ mi ha imbarazzato dover portare a conoscenza di qualcosa di così intimo qualcun altro e soprattutto mostrare ancora la mia espressione ebete.
“Cos’hai intenzione di farne, della foto dico.” domando, un po’ incuriosito da quel suo gesto improvviso.
“La metto nel mio album sotto la voce Faccia da scemo, no?” scherza lei, baciandomi il braccio.
“Effettivamente..” faccio per dire io, prima che lei mi interrompa.
“No Andrea, non ricominciare. Sai che scherzavo. E poi quella foto a me piace tantissimo, non puoi capire.” esplode lei, iniziando ad arricciarsi i capelli al dito come fa quando è nervosa.
“Cosa non posso capire, sentiamo.”
“È troppo sciocco, lascia stare.” si affretta a dire, impacciata.
“Se fosse stato sciocco non l’avresti considerata così importante. Dai, dimmi scema.”
La vedo tentennare nel rivelarmi cosa pensa realmente e questo un po’ mi impaurisce. Si porta la ciocca di capelli ribelle dietro l’orecchio ed inizia a rigirare i pollici.
“Vedi..” prende fiato “il fatto è che stavo pensando a che faccia avesse l’amore e…” si gratta nervosamente la testa “e poi ho capito che per me l’amore ha la tua faccia, sei tu. Te l’ho detto che era sciocco, mi sento un po’ una ragazzina.”
Non posso fare a meno di sorridere, di aprire il petto e lasciarlo inondare da quell’ondata di gioia che lei ha appena deciso di donarmi semplicemente essendo se stessa; la sento invadere il mio cuore, pompare lenta ed entrare in circolo nelle vene, diffondendosi lungo tutto il corpo.
Mi fa bene stare con lei.
“Sei un po’ folle, tutto qua.” le dico con dolcezza, mentre le bacio piano la fronte fresca.
Sorride impacciata, mentre riprende il controllo del suo corpo, impazzito, dopo avermi detto quelle pesanti parole.
“Manca tanto?” chiede.
“Non molto, guarda li” le dico, mentre indico col dito il cimitero già visibile “vedi quel cancello?”
“Si, non pensavo fosse così vicino. Ti senti pronto?”
“Mi sudano le mani con questo caldo!” impreco, cercando di schivare la sua domanda, non avendo una risposta.
Lei estrae un pacchetto di salviettine dalla borsa e me ne porge una, inondando l’auto di un buon profumo di menta.
“Grazie” mi affretto a dire, colto all’improvviso da quel suo amorevole gesto.
“E quindi?” insiste lei, spiazzandomi.
“Quindi. Quindi non lo so, ho paura della reazione che potrei avere davanti ai tuoi occhi.”
“Non sei costretto a farlo se non te la senti, lo sai. E poi non ti preoccupare di me, se vuoi ti aspetto in macchina”
“No!” esclamo, quasi inorridito dalla sua proposta “Ho bisogno di te per farlo, Giulia.”
Mi guarda con gli occhi interrogativi, ma poi annuisce e si messe su a sedere correttamente sul sedile del passeggero.
Le ruote scricchiolano contro la ghiaia del vialetto del cimitero, mentre il mio battito cardiaco inizia ad aumentare vertiginosamente.
Scendiamo dalla macchina, Giulia stringe con decisione la mia mano e mi guarda, cercando di infondermi coraggio. Camminiamo piano sotto il sole cocente, tra le lapidi di chi ormai ha abbandonato i propri cari e questo mondo, mentre io provo a ricordare dove di trovasse con esattezza quella di mia madre.
Avviene tutto in un attimo. Mi volto a guardare nella direzione di Giulia e un raggio di luce, dopo aver colpito la scritta in oro di una lapide, si riflette sul mio volto, abbagliandomi. D’istinto lascio cadere la mia attenzione sul nome inciso e leggo: Sofia Iacona.
Sento il mio corpo irrigidirsi e perdere il controllo, le mie gambe paralizzarsi e la mia mano stringere con troppa forza quella di Giulia, che allarmata segue la traiettoria del mio sguardo e capisce tutto.
Mi abbraccia, lanciandomi le braccia al collo.
“Va tutto bene, Andrea, va tutto bene.” mi sussurra con dolcezza all’orecchio, mentre con calma si allontana da me.
Mi avvicino un po’ incerto alla lapide, riconoscendo la bellezza fuori dal comune della donna nella fotografia ovale e notando, con dispiacere e con una fitta al cuore, che neanche un fiore adornava la fredda lastra di marmo.
Vi appoggio una mano contro, quasi a voler sentire al di là della pietra, e senza che riesca a trattenermi una lacrima sgorga prepotente dai miei occhi.
Giulia si inginocchia accanto a me e mi appoggia un braccio sulla spalla in segno di conforto.
Asciugo in fretta la lacrima, anche se ormai i miei occhi sono troppo gonfi e lucidi per passare inosservati, e provo a sorridere.
“Ciao mamma.” dico, sentendo il nodo che mi stringeva lo stomaco allentarsi.
Rimaniamo entrambi lì inginocchiati per un po’, senza dire una parola. Poi Giulia però si alza e mi dice “Vado a comprare dei fiori dal venditore davanti al cancello d’ingresso.” e mi abbandona con il mio più grande nemico: me stesso.
Si, perché stare la da solo è auto-lesionante per me, mi sento terribilmente in colpa sotto lo sguardo buono di mia madre che mi guarda attraverso quella vecchia foto.
“Io so che ti aspettavi di meglio, che non avresti mai voluto che tuo figlio crescesse così, debole come un bambino di dieci anni, ma vedi, dopotutto non riesco a farmene una colpa, o tantomeno a farvene una a voi. Sei stata una grande donna mamma, e so che come te ce ne son poche. Avrei solo voluto essere alla tua altezza.”
La mia frase rimane un po’ in sospeso, perché i passi di Giulia di ritorno mi bloccano la gola.
“Gigli gialli, spero di aver azzeccato.” disse un po’ imbarazzata.
Sorrido nel guardarla avanzare verso di me ed appoggiarli dinanzi alla lapide bianca.
“Le sarebbero piaciuti, anche se i suoi preferiti erano i tulipani, gialli anche quelli.” rispondo, mentre scostandole una ciocca di capelli dal viso le bacio la fronte.
Sorride anche lei lievemente, mentre alza incerta le spalle.
“Sai, stavo pensando che forse ho trovato davvero una ragazza come si deve da presentare a mia madre.” le dico, mentre la abbraccio per i fianchi.
Lei arrossisce, le sue guance si riempiono di un tenue rosso che in breve tempo si impadronisce di tutto il suo viso candido.
Rido, per sdrammatizzare, e la stringo ancora un po’, mentre trattengo un’altra serie di lacrime che inspiegabilmente si impossessano dei miei occhi.
“Dai su, andiamo.” dico.
Rivolgo un ultimo sguardo alla foto di mia madre, che mi guarda sorridente e dopotutto fiera di me, mentre mi allontano mano nella mano con l’unica ragazza capace di creare tutto questo in me.

11 commenti:

  1. Ho letto tutto d'un fiato questo meraviglioso capitolo. Mi hai trasmesso l'emozioni di Andrea in un modo quasi incredibile, persino a me è scesa una lacrima pensando al suo dolore e vedere la sua dolcezza mi ha fatto tornare un sorriso un po' stupido per la meraviglia che hai scritto. Ogni cosa che scrivi diventi sempre più brava. <3

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  2. 6 stupenda, scrivi da dio. continua così!!! <3 <3

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  3. è meravigliosamente bellissimo!! scrivi troppo bene, le emozioni che trasmettono le tue parole commuovono moltissimo! non farci attendere ancora molto per il prossimo ti preggooo!! se no vado nuovamente in astinenza! <3 ancora complimenti.. (non sono molto brava con le parole, come hai potuto notare! ahahah)

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  4. la pelle d'oca, ecco cosa mi hai ftt venire *-*ù
    TI ADOROOOOOOOOOOOO <3

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  5. è meraviglioso! *w*<3

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  6. Stavo per piangere T__T E'bellissimo =)

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  7. Grazie a tutti ragazzi, davvero.

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  8. bello,bello,bello!! mi è persino scesa una lacrimuccia... adoro questo capitolo, sono troppo dolci andrea e giulia insieme <3

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    1. bè...è la pura e semplice verità! ;) continua così e non smettere di scrivere

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    2. non smetterò mai totalmente di scrivere, ogni tanto mi fermo perchè ho poco tempo, ma non vi abbandono tranquille ;)

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